RECENSIONE: "L'imprevisto" di Elle Kennedy

Titolo: L'imprevisto
Autore: Elle Kennedy
Serie: The campus #4
Editore: Newton Compton Editore
Genere: Contemporaneo, Collegiale
Pagine: 350
Trama: Sabrina sta per laurearsi e il suo futuro è accuratamente pianificato: dopo il college, andrà dritta alla scuola di legge, e poi troverà un impiego profumatamente pagato in qualche studio di squali. Il piano per sfuggire una volte per tutte al suo imbarazzante passato di sicuro non comprende un fantastico giocatore di hockey che crede nell'amore a prima vista. Una notte di fuoco incandescente e di inaspettata tenerezza è tutto ciò che è disposta a concedere a John Tucker, ma a volte basta una notte perché tutta la tua vita cambi. Il gioco si è fatto molto più complicato...
Tucker crede nell'importanza del gioco di squadra. Sul ghiaccio sta benissimo lontano dai riflettori, ma quando si tratta di diventare padre a ventidue anni, l’idea di restarsene in panchina è assolutamente fuori discussione. Per fortuna la futura madre di suo figlio è bellissima, intelligente e sa come prenderlo. Il problema è che il suo cuore è blindato, e, con il caratterino che si ritrova, Sabrina è troppo testarda per accettare il suo aiuto. Se vuole una vita con la donna dei suoi sogni, John dovrà convincerla che alcuni gol possono essere realizzati soltanto con il giusto assist.
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Recensione con SPOILER
Lo so, molte di voi le recensioni spoiler le odiano, ma non posso evitare di spoilerare cose mentre recensirò questo libro perché alcuni commenti che farò vanno spiegati. Perciò, se non vi piacciono gli spoiler, possiamo salutarci qui e alla prossima. Se invece li amate (come me. LOL), allora fatevi avanti e continuate a leggere, perché ce ne saranno a bizzeffe!
Vi avviso subito che il libro l'ho trovato gradevole - anche se meno di tutti gli altri e di sicuro meno de "Il contratto", perché comunque la scrittura della Kennedy mi piace tantissimo e le pagine scorrono che è un piacere; ma ci sono state cose che mi hanno proprio trovata in disaccordo durante la lettura e le esporrò punto per punto qui di seguito. 
In questo quarto e ultimo capitolo della serie The Campus di Elle Kenney, i protagonisti sono l'ultimo coinquilino rimasto tra i giocatori di hockey della Briar, John Tucker, e la chiacchieratissima fin dal primo libro, Sabrina James.


Anche se avessi un sacco di tempo libero per intrecciare una storia con lui, non c'è posto nella mia vita per uno come Tucker. È dolce e sincero e non ha problemi economici, mentre io sono stronza e stressata e vivo nei bassifondi. Può parlare quanto vuole di connessioni a prima vista, ma ciò non cambia la realtà delle cose. Non sono la ragazza giusta per John Tucker, e non lo sarò mai.

Sabrina nei precedenti libri era stata presentata come una libertina, acerrima nemica di Dean (protagonista insieme ad Allie del terzo libro della serie: "Il tradimento"), nonché studentessa brillante che guardava tutti dall'altro in basso. Traduzione in breve? Una stronza. 
Non che in questo quarto capitolo ci vada troppo lontano, preciserei. Sabrina è così perché ha una vita difficile, certo: sua madre non l'ha mai voluta e l'ha abbandonata a casa con la nonna e il patrigno per fuggire con un uomo; suddetta nonna è sempre lì pronta a criticarla e a darle addosso; il patrigno è l'essere più schifoso e viscido e orrendo di cui io abbia mai letto in vita mia (e ho letto un sacco, potete giurarci). Fa due lavori per mantenersi e studia come un mulo per entrare a Harvard e fare l'avvocato così da poter fuggire da quella realtà del ghetto e diventare una donna di successo. 
Questo, però, non giustifica secondo me il suo comportamento nei confronti del povero Tucker che, vi giuro, a un certo punto avrei voluto abbracciare per consolarlo, dicendogli che mi dispiaceva tanto che avesse di fronte un così alto muro di mattoni che non ci sente in nessuna lingua conosciuta. Con la scusa che non vuole rovinargli la vita, in realtà lo ferisce a più riprese, senza sosta, e non ci arriva nemmeno a capirlo! Tucker gli darebbe il mondo, se solo lei glielo permettesse, ma invece di accettare di essere stata così fortunata ad aver incontrato un ragazzo d'oro, fa di tutto per tenerlo a distanza, devastando il cuore di questo gigante buono senza il minimo tatto. Mi capita spesso di digerire poco le protagoniste femminili negli MF, è risaputo, ma Sabrina proprio non è riuscita ad entrarmi in grazia. Certo, ha i suoi bei momenti, e mi piace molto il lato indipendente del suo carattere, ma si può essere assolutamente capaci di camminare sulle proprie gambe senza dare addosso a tutti quelli che vogliono darti una mano perché tengono a te. Sabrina non riesce a capire - perché purtroppo non ha avuto nessun esempio meritevole in materia - che tutto quello che John fa e dice, è per aiutarla, per dargli una spalla su cui appoggiarsi, certo, ma che sarà anche semplicemente lì al suo fianco nel cammino della vita come presenza costante. Altro concetto che Sabrina purtroppo non riesce ad afferrare a causa della madre e della sua fuga senza mai guardarsi indietro, che ha lasciato come strascico la convinzione nella ragazza che prima o poi tutti se ne vanno.
Comprendo che per Sabrina le cose possano essere difficili, soprattutto all'inizio della relazione, ma quando arriviamo all'epilogo e lei ancora insiste con questa storia, vi giuro che ho alzato gli occhi al cielo esasperata. Essere un po' di testa dura va bene, ma così è troppo!
Tucker, d'altro canto, ci è stato sempre presentato come un tipo posato, che cucina per tutta la casa e si occupa di mandare avanti la baracca. Un bravo ragazzo in tutto e per tutto che ama divertirsi, certo, ma mai a discapito del prossimo. Ed è quello che ci ritroviamo effettivamente davanti: un ragazzo paziente, dolcissimo, praticamente da Santificare considerando tutti i cambi d'umore e di direzione che prenderà Sabrina nel corso del libro. Un ragazzo che sa prendersi le sue responsabilità e che non fugge di fronte alle difficoltà. Il classico "bravo ragazzo", come dicevamo, con anche un pizzico di simpatia che non guasta, un aspetto sexy con quei capelli rossi, e seducente da morire sotto le lenzuola. Ultimo ma non meno importante: un padre eccezionale.


Quando mi bacia, è qualcosa di diverso dai baci precedenti. Quelli erano sensuali, eccitanti e pieni di passione. Questo bacio è dolcissimo, come il miele che ricopre le sue parole. Sembra voglia ricoprirmi di tenerezza. Ogni volta che le nostre labbra si toccano, è la promessa che vuole solo darmi quello che voglio. 
Ed è questo bacio. Questo bacio dolce, tenero e premuroso, che mi spaventa più di qualsiasi altra cosa abbia mai provato.

Sì, perché come si era accennato nella conclusione del terzo della serie, Sabrina rimane incinta durante il loro primo rapporto in macchina, anche se lo scopre almeno tre mesi dopo e solo perché Tucker le mette la pulce nell'orecchio e corre a comprare tre diversi test di gravidanza.
E qui la prima nota dolente, secondo me. Come si fa a: 1) Rimanere incinta con solo la punta che entra e nessuna eiaculazione in atto (scusate il dettaglio, ma è quel che è)? O sei dotata di poteri sovrannaturali, o è un po' campato per aria. 2) Come fa una donna con una vita sessuale attiva a non accorgersi che per tre mesi non ha il ciclo? Okay la vita impegnata, okay tutto, ma TRE MESI mi pare un po' eccessivo come "dimenticanza". Sabrina dice che di solito ne ha poco nonostante la pillola, ma anche qui: se prendi la pillola e non si fa accenno che l'abbia dimenticata, come può rimanere incinta con le condizioni del punto uno? Io non penso sia molto fattibile. Non impossibile, forse, ma con tanto di pillola e zero eiaculazione, lo trovo un po' fantasioso.


Le faccio scivolare un braccio sotto al collo, e nonostante dorma si volta verso di me e intreccia le gambe con le mie. Dormiamo avvolti l'uno nell'altra. Due metà di un unico, più grande insieme.

Tralasciando questi punti su cui posso passare sopra (perché alla fine è un romanzo, non mi aspetto che sia corretto come un testo di ginecologia), ci sono altre cose che mi hanno fatta imbufalire. Prima tra tutti la madre di Tucker! 
Il ragazzo prova per la donna un grande affetto e una grande stima perché dopo la morte del marito quando John aveva solo tre anni, si è presa cura di lui e si è assicurata che non gli mancasse mai niente (in poche parole l'esatto opposto di quei nullafacenti della famiglia di Sabrina che anzi chiedono a lei dei soldi per andare avanti, pagando affitto e bollette al posto loro). Una donna caparbia che ha dovuto fortificarsi per andare avanti, la cui priorità è sempre stata suo figlio. Figlio che ha cresciuto con sani principi, senso della famiglia e straordinariamente educato. Perciò, considerando il risultato, ci si aspetterebbe che il tutto sia uscito da una donna forte, sì, ma piacevole e di buon cuore. Beh, vi sbagliate. Non solo vuole a tutti i costi che Tuck torni in Texas (di dove è originario) a rilevare un'agenzia immobiliare che lui non vuole, ma quando scopre che Sabrina è incinta e la conosce, fa di tutto per essere il più spiacevole possibile. Posso capire che ci sia rimasta male. Posso capire che vedeva un futuro diverso per suo figlio. Posso pure capire che in un certo senso si sia sentita "tradita" da Tucker perché è rimasto a Boston per occuparsi di sua figlia; ma non posso davvero accettare che sia così cattiva con una ragazza che si è ritrovata nella stessa situazione del figlio senza averlo richiesto. Invece di cercare di dare una mano, sembra far di tutto per separarli, non tenendo nemmeno conto che comportandosi così potrebbe rischiare di allontanare Sabrina e, quindi, Jamie. Jamie che è la figlia di suo figlio. Sua nipote
I commenti che scaglia addosso a Sabrina e le accuse ingiuste e ingiustificate che le grida contro sono di una bassezza tale che solo Ray, il patrigno di Sabrina, col suo tentativo disgustoso a fine libro è riuscito a eguagliare. Anche se non è chiaramente la stessa cosa, sono due atteggiamenti così assolutamente disgustosi, a mio avviso, da essere ingiustificabili. 
Il fatto anche che John fondamentalmente non dica a sua madre di stare al suo posto, mostra che il ragazzo non ha spina dorsale, cosa che contraddice tutto il suo percorso nel libro.


Siamo un gruppo felice.
A volte mi preoccupo perché siamo troppo felici, ma poi una visita a casa di mia nonna mi fa mettere bene a fuoco la situazione.
Siamo felici perché vogliamo esserlo, perché dedichiamo la nostra energia e le nostre emozioni l'uno con l'altro nel miglior modo possibile.
Il mio obiettivo, tanto tempo fa, era raggiungere il successo, ma non mi ero resa conto che non si misurava sui voti o con le borse di studio, ma con le persone che avevo la fortuna di avere nella mia vita.

In ambito amici, invece, se Garrett e Logan sono stati spassosissimi con la loro gara per decidere chi doveva essere il padrino della bimba e stilando persino una lista di nomi ideali (le cui prime due opzioni erano Garrett e Graham! *ride*); Dean mi è caduto terribilmente in basso. Non mi era piaciuto il suo atteggiamento nel terzo capitolo dove è protagonista, soprattutto quando muore Beau, ma non mi aspettavo che scadesse a tal punto da farsi influenzare dalla sua antipatia per Sabrina da non essere di supporto per quello che lui definisce uno dei suoi migliori amici. 
Anche l'attacco che fa a Sabrina, molto incinta in quel momento, è orribile, perché non solo non tiene in conto delle condizioni in cui si trova la ragazza, ma oltretutto non ne ha nessun diritto. Non è la sua vita, ma quella di John, e se Tucker vuole il bambino e Sabrina come pacchetto unico, allora chi è Dean per mettere bocca? 
Mi è dispiaciuto molto vedere questo aspetto di lui, perché non me lo aspettavo assolutamente e mi ha offuscato l'idea scanzonata che mi ero fatta di lui.
Ultime ma non ultime, Carin e Hope, le due migliori amiche di Sabrina, che all'inizio nemmeno loro si comportano granché bene con Sabrina, dando per scontato che debba abortire e consigliandole di farlo senza nemmeno starla a sentire. Non mi sono apparse né d'aiuto né di conforto e onestamente, della loro presenza se ne poteva benissimo fare a meno.
Finendo con le cose negative, passiamo a quelle positive: il romanzo è ben scritto, mai pesante e che rende la lettura piacevole. Amo il fatto che il libro sia a POV alternati, che è la mia impostazione preferita, perché mostra chiaramente entrambi i personaggi e ce li fa conoscere tutti e due a fondo. Il personaggio di Tuck è davvero positivo, ma ahimè è tipo l'unico personaggio che si salva al cento per cento. Anche il tema della gravidanza inaspettata è carino, anche se sullo stesso tema avevo amato moltissimo di più "Per sempre con me" di Jennifer L. Armentrout. 
Mi pesa molto dire queste cose, perché la Kennedy mi piace tanto, ma questo libro nel complesso non mi ha convinta come i precedenti, lasciandomi in bocca un sapore amaro mitigato solo dal nostro ragazzo del sud, che grazie al cielo rimane saldo per tutti quanti.
Preciso infine che questa è solo la mia opinione, chiaramente. Voi siete liberissimi di amare il libro e di pensarla diversamente. Il mondo è bello perché è vario!

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