RECENSIONE: "Cuore di terra rossa 1" di N. R. Walker

Titolo: Cuore di terra rossa 1
Autore: N. R. Walker
Serie: Cuore di terra rossa #1
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Contemporaneo, Cowboy
Pagine: 169
Trama: Benvenuti alla Sutton Station: una delle più grandi fattorie attive nel centro dell’Australia, dove, se gli animali e il caldo non vi uccidono prima, potrebbe farlo il vostro cuore.
Charlie Sutton dirige la Sutton Station nel solo modo che conosce: come faceva suo padre prima di lui. Determinato a tenere la testa bassa e il cuore a freno, Charlie giura che la terra rossa che lo circonda – che lo isola – gli scorre nelle vene.
Lo studente di agronomia americano Travis Craig arriva alla Sutton Station per vedere come gli agricoltori si guadagnano da vivere avendo a che fare con una delle condizioni ambientali più dure sulla terra. Ma non sono i paesaggi aridi, crudeli e davvero bellissimi a conquistarlo in modo così completo: è l’uomo col cuore di terra rossa.
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Recensione
Benvenuti alla Sutton Station: una delle più grandi fattorie attive nel centro dell’Australia dove, se gli animali e il caldo non vi uccidono prima, potrebbe farlo il vostro cuore.

Il romanzo inizia così, e lasciatemelo dire, è proprio vero. Già dalle prime pagine il cuore palpita per la Sutton Station, per la sua terra rossa, gli sconfinati spazi aperti... e Charlie.
Difficilmente amo tanto un personaggio, ma Charles Sutton è l’eccezione che conferma la regola. È un personaggio stupendo. Complesso nella sua semplicità, caratterizzato con una maestria tale da far battere perennemente il cuore in un innamoramento sempre maggiore mano mano che le pagine scorrono. È un connubio perfetto di forza e fragilità, di dolcezza e decisione, di sentimentalismo e scorza dura.
Non è facile parlare di questo libro. È un mix tale di così tanti sentimenti e situazioni, di meraviglie della natura e attimi dolcissimi, che speri la lettura sia infinita.
Non mi è mai capitato prima di apprezzare tanto un libro sui cowboy. Li trovo tutti uguali, fastidiosamente ripetitivi e scontati. Ma questo è diverso. Innanzi tutto per l’ambientazione: non siamo in Texas come avviene quasi sempre nei romance sui cowboy (anche se il Texas centra parecchio, come vedremo poi), ma in Australia. Più precisamente nell’Outback australiano. Un angolo sperduto di mondo, selvaggio e impervio, difficile. Pochi resistono, ma quelli che lo fanno amano quella terra rossa come si ama un amante, con la stessa dedizione e passione, prendendosene cura anche nei momenti più duri. È così che Charlie ama la sua proprietà, la Sutton Station. Con i suoi 2.58 milioni di acri di terreno (10.441 chilometri quadrati), la Sutton Station è la terza più grande del Territorio Del Nord e a tre ore d’auto dalla città più vicina: Alice Springs o l’Alice, come la chiamano i locali. È in una zona completamente isolata, un punto minuscolo sulla mappa, ma grande abbastanza da contenere una storia strutturata benissimo e trattata con il giusto mix di sentimenti e avventure, scene calde e cieli stellati.
Charlie, il nostro protagonista, è proprietario della Sutton Station da quando, due anni prima, suo padre è venuto a mancare. È ancora giovane, ma ha grande talento in quello che fa e soprattutto passione. 
Dopo un periodo di assestamento, decide di riprendere una vecchia abitudine che aveva suo padre: ospitare alla stazione uno studente straniero di scienze agrarie per un periodo di qualche settimana. L’investimento è proficuo per entrambe le parti: la stazione ha un lavorante in più, lo studente fa esperienza diretta in un ambiente completamente diverso da quello da cui proviene e tra i più difficili sulla Terra.
A fronte di questo progetto, arriva Travis Craig, studente americano del Texas o, come dice Chiarlie:

In cui arriva il tizio americano, tutto occhi blu e sorrisi disarmanti, e la mia vita va a farsi benedire.

Charlie, come dicevamo, vive nel bel mezzo del nulla, perciò si è convinto che la sua vita sarà come quella del padre: solitaria e priva d’amore. Il nulla in tutto e per tutto.
È convinto che morirà da solo, senza aver mai incontrato nessuno da amare e che possa a sua volta amarlo, sfavorito anche dal fatto che non si trovano di certo molti cowboy gay in quella zona dell’Australia. 
Perciò, quando arriva Travis, il mondo di Charlie subisce uno scossone. Come se l’asse terrestre si spostasse e lui cominciasse a sentire i piedi scivolare verso un ignoto futuro piuttosto terrorizzante.
Travis è frizzante, allegro, sempre sorridente e un gran lavoratore. Sembra adattarsi all’Outback meglio di tanti nativi australiani e il fatto che sia infaticabile e sempre pronto a sporcarsi le mani, fa nascere in Charles un’ammirazione e successivamente un’infatuazione verso l’americano decisamente inevitabile.
Ma che fare? Travis se ne andrà entro poche settimane. Vale davvero la pena buttare all’aria tutto quello che conosce per un’avventura con una data di scadenza già prestabilita? Charlie se lo chiede di continuo. Il suo cervello gli dice di darsi una regolata, ma il suo cuore e la sua libido a lungo trascurati gli dicono tutt’altro. In un cuore che pensava ormai arido come la terra rossa fuori dalla porta di casa, Charlie sente nascere dei sentimenti per Travis un po’ più forti ogni giorno che passa.
Combattendo contro se stesso e le sue convinzioni, l'australiano dovrà far fronte alla sincerità disarmante di Travis e dovrà fare di tutto per credergli quando questi gli dice che ama quella terra tanto quanto lui. Che non lo spaventano l’isolamento, il caldo e la fatica. Che quella terra gli è entrata nel sangue. Così come è in quello di Charlie.

Aveva le labbra sul mio collo. Gesù, mi avrebbe fatto morire.
«Charlie,» bisbigliò.
«Sì?»
«Hai il sapore della terra rossa.»

Menzione d’onore anche ai personaggi secondari, in particolare Ma e George, che sono come genitori per il nostro Charlie e che con silenzi complici o sgridate coi fiocchi, aiutano Charlie a rimanere sempre con i piedi per terra e a non focalizzarsi sulle sue paure o sul passato, ma a guardare avanti a un futuro insperato che però sembra proprio a portata di mano. Basterebbe allungare un braccio e tutto quello che Charlie pensava impossibile potrebbe avverarsi. Tutto quello che lo tormenta potrebbe venire alla luce ed essere spazzato via, guarito, lenito dalla presenza di Travis; il fantasma del padre e delle sue parole crudeli potrebbe scomparire. Tutto questo è proprio lì, a un passo, appena al di là della paura.
Un romanzo magnifico. Una scrittura ricca ma mai pesante, con una traduzione resa in maniera impeccabile. Poche parole incisive per trasmettere tutto quello che l’autrice voleva dire, senza l’utilizzo di paroloni o frasi infinite che non fanno parte nel mio indice di gradimento.
Avevo già apprezzato la Walker per altri suoi scritti, ma questo rientra senza ombra di dubbio tra i suoi romanzi migliori. Mi ha fatto appassionare alla lettura con una velocità tale che era capitato solo poche volte prima di questa.
La storia di Charlie e Travis ti cattura, facendoti sentire parte di qualcosa di più grande, con la terra rossa sotto i piedi e tutte le stelle del cielo proprio sopra la testa.

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