RECENSIONE: "Bruto" di Kim Fielding

Titolo: Bruto
Autore: Kim Fielding
Editore: Dreamspinner Press
Genere: Fantasy
Pagine: 327
Trama: Bruto conduce una vita solitaria in un mondo dove la magia è all’ordine del giorno. È un gigante di due metri e trenta di bruttezza e dai natali ignobili. Nessuno, incluso Bruto, si aspetta che lui sia più di un operaio. Ma gli eroi si presentano in tutte le forme e dimensioni e, dopo aver subito una mutilazione per salvare il principe, la vita di Bruto cambia bruscamente: è chiamato a servire al palazzo di Tellomer come guardia per un singolo detenuto. Sembra facile, ma si rivela essere la sfida della sua vita.
Le voci di palazzo dicono che il prigioniero, Gray Leynham, sia uno stregone e un traditore. Quel che è certo è che ha trascorso anni nello squallore: cieco, incatenato, reso quasi muto da una balbuzie estrema. Sogna la morte della gente, e quei sogni si avverano.
Mentre Bruto si abitua alla vita di palazzo e comincia a conoscere Gray, scopre anche il proprio valore, in primo luogo come amico e uomo, poi come amante. Ma Bruto impara anche che gli eroi, a volte, devono affrontare scelte difficili e che fare ciò che è giusto può portare nuovi pericoli.
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Recensione
Quando ho iniziato la lettura di questo libro non sapevo bene cosa aspettarmi. In realtà, se mi ci metto a riflettere con attenzione, mi aspettavo tutt’altro. Una storia un po’ noiosa su un essere un po’ strano in una tematica che mi piace molto poco: il fantasy. Al che vi starete domandando: cosa l’hai comprato a fare se il fantasy non ti piace? Beh, ne avevano parlato tutti così bene che ho pensato di forzare un po’ i miei pregiudizi sul tema dovuti a passate letture assolutamente insoddisfacenti e cimentarmi nella storia di Bruto e Gray. Non avevo grandi aspettative, come detto, ma più andavo avanti con la lettura e più la storia di Bruto mi è entrata nel cuore. La sua dolcezza, la sua fiducia verso il prossimo nonostante tutti lo maltrattino a causa del suo aspetto non comune, la disponibilità e l’infinita gentilezza sono l’anima stessa di questo gigante buono e senza Bruto questo libro non sarebbe stato lo stesso. L’amore nei confronti di Gray, la paura della non–accettazione reciproca e la forza di affrontare disabilità e difficoltà che avrebbero probabilmente spaventato molti altri meno coraggiosi, danno una suspance alla storia, impedendo che diventi mai noiosa.
La storia di Bruto e Gray è delicata, romantica, attenta e nascosta. È fatta di sussurri e labili carezze, di accettazione e di paure, di sacrifici. È la dimostrazione che nonostante le infinite difficoltà che la vita ci mette di fronte, se lo si vuole davvero, si può far fronte a qualunque cosa. È la dimostrazione che un cuore buono, per quanto venga calpestato, alla fine avrà la sua ricompensa.
Questo libro è un mix di tenerezza, dolore e passione. Un frullato di emozioni che ti shakera l’anima e che ti lascia col sorriso sulle labbra e una malinconia profonda nel dover salutare Bruto e il suo cuore immenso.

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