RECENSIONE: "Alla confluenza di due fiumi" di Felicia Watson

Titolo: Alla confluenza di due fiumi
Autore: Felicia Watson
Editore: Dreamspinner Press
Genere: Contemporaneo
Pagine: 343
Trama: La vita di Logan Crane è cambiata in modo drammatico il giorno in cui, accecato da un attacco d’ira, ha ferito accidentalmente sua moglie. Anche se adesso segue un programma di terapia per mariti violenti, Logan non può affrontare la fonte reale della sua infelicità: è sempre stato attratto dagli uomini ma ha rifiutato di accettarlo da quando è stato testimone di un crimine odioso.
Durante la terapia, Logan conosce Nick Zales, che lavora come psicoterapeuta in un centro per vittime di violenza domestica. Nick è comprensibilmente sospettoso riguardo a Logan, nonostante si senta immediatamente attratto da lui. Logan prova la stessa attrazione e affronta una dilaniante battaglia interiore, mentre si scopre innamorato di quest’uomo enigmatico.
Entrambi sono perseguitati da fantasmi e violenze inconfessate del loro passato. Come potranno aiutarsi l’un l’altro se continuano a ignorare le proprie ferite?
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Recensione
Non ho sentito nominare spesso questo libro, ed è un peccato, perché ci troviamo davanti non solo a una bella storia, ma che tratta tematiche molto attuali e complesse, dolorose e difficili, e che fa riflettere.
La storia è quella di Logan, meccanico, e Nick, psicoterapeuta.
Logan è un marito e un padre di famiglia. Molto bravo nel secondo ruolo, lo è meno nel primo. I dissapori con la moglie sono all’ordine del giorno e Logan non si sente più felice dopo che ha dovuto chiudere la sua officina e accettare un lavoro in fabbrica per far contenta la moglie, garantendo così un benessere economico maggiore alla famiglia, ma anche un lavoro che lui detesta dal profondo del suo cuore. Se non bastasse questo a rendere la situazione indigesta, l'accettazione del lavoro in fabbrica ha comportato anche un trasferimento in un'altra città, nonché lo spegnimento graduale di Logan, con l’avanzata a suon di tomba di un malessere che ha nel cuore e che per anni ha tentato con tutte le sue forze di mettere a tacere. 
Quando ormai la frustrazione, l'infelicità e le continue pressioni della moglie arrivano a traboccare da un bicchiere già troppo colmo, Logan raggiunge il punto di non ritorno: colto da un'impeto improvviso, spintona la moglie ferendola gravemente. Da quel momento, Logan entra ufficialmente a far parte di quella categoria di orchi identificati come "mariti violenti".  
A causa di questo, è obbligato a sottoporsi a una terapia riabilitativa in un centro antiviolenza, ed è lì che incontrerà Nick e verrà a patti con tutti i suoi più oscuri tomenti.
In quel centro, come dicevamo, in veste di psicoterapeuta, c’è Nick. Posato ed equilibrato all’apparenza, in realtà Nick convive sin dall’infanzia con il ricordo dei maltrattamenti del padre nei confronti della madre e con la crudele consapevolezza testimoniategli proprio dalla donna che l'ha messo al mondo, che non tutte le vittime vogliono essere salvate, succubi agli orchi a tal punto da giustificarli ancora e ancora. 
Di fronte al comportamento della madre, per lui così incomprensibile, si è convinto di dover riuscire a salvare tutte le donne che arrivano al centro, fuggite da mariti violenti. Ci si dedica anima e corpo, affezionandosi a quelle donne e facendo qualunque cosa in suo potere per salvarle e aiutarle, per riabilitarle alla vita e dar loro nuove opportunità di lavoro, così da poter essere autonome e non più dipendenti dagli uomini che hanno sposato, o da quelli che verranno dopo. Ci si dedica a tal punto che probabilmente finisce per essere troppo coinvolto emotivamente, portandolo poi a soffrire quando un avvenimento spiacevole accadrà a una delle sue pazienti.
Così, quando incontrerà Logan, all’inizio sarà tutto fuorché bendisposto nei suoi confronti. Logan ha picchiato la moglie, e quindi è una persona cattiva. Ma com’è possibile che quello che su carta è l’essere che Nick considera più riprovevole al mondo, nella realtà appare come un uomo gentile e profondamente pentito, pieno di un dolore così schiacciante che Nick non si meraviglia di averlo visto crollare? Com'è possibile che quel meccanico educato e paziente sia lo stesso che ha perso la calma con tale ferocia? Come può essere Logan uno di quei mariti che si tramutano in orchi orrendi?
Nascerà così un’amicizia lenta e graduale, una vicinanza che aiuterà entrambi a guarire, intrecciata alle vite delle persone del centro, delle donne e delle famiglie, in un puzzle completo e sfaccettato di quello che è la violenza domestica e di come la si può affrontare. C’è chi ne esce vincitore, chi sconfitto. C’è chi poi gioisce, chi ne soffre. Ma è grazie alla speranza di un domani migliore che tutte quelle donne, Nick e Logan stesso – sceso a patti con la realtà che da sempre lo tormentava –, riescono lentamente a guarire. Come fiumi che sembrano non potersi mai incontrare, e che invece alla fine sfociano nello stesso mare.


Nick gesticolò con la mano verso l'Allegheny. "Di solito venivo qui e pensavo a come questo fosse lo stesso fiume che scorre a Kittanning e Freeport, dove sono cresciuto. Quando avevo paura e mi sentivo perso in questa grande città, mi faceva sentire meglio pensare... Non lo so. È come se mi avesse seguito qui... E stesse... Vegliando su di me."
"Mi piace. Mi piace un sacco quest'idea." Logan fece un cenno verso il Monongahela e disse: "Quindi quello deve avermi seguito da Elco, e sta vegliando su di me."
"Certo."
Logan indicò il fiume Ohio che scorreva verso ovest. "E che mi dici dell'Ohio? Lui che ha fatto?".
"Non fa nulla, Logan. Siamo noi."

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